Storia delle carte revolving

Sono state nell'occhio del ciclone negli ultimi mesi le carte revolving. Se ne è parlato di continuo un pò su tutti i media.

Cosa era successo? Praticamente è accaduto che le banche italiane hanno preso a modello un sistema che in altri paesi fa funzionare le carte di credito, ma hanno gonfiato spese ed interessi a dismisura, tanto da venire tacciati del reato di usura.
L'inchiesta nasce nel 2008, a cura di alcuni magistrati pugliesi. Era successo che alcune persone in possesso di carte revolving di una famosa Banca americana, in caso di ritardo nel pagamento mensile delle rate, si ritrovavano addebitate tante e tali voci, tanti interessi, che i magistrati pugliesi hanno con stupore constatato che il tasso a questi signori effettivamente applicato era del 54%.

Partì immediatamente un'inchiesta, mentre naturalmente partirono anche le prime denunce, infatti ad esempio due legali rappresentanti della Banca in questione sarebbero indagati per i reati di truffa e usura aggravata e continuata.

La procura di Trani poi, in collaborazione con la Guardia di Finanza ha fatto sequestrare negli uffici di Roma l'intero archivio informatico, accusando tale Banca di usare un software particolare per calcolare gli interessi passivi, il cui stesso funzionamento violerebbe le nostre leggi.

Da qui si cominciò a temere ma anche sospettare seriamente che questa non fosse solo la storia di alcuni possessore di carte di credito, ma che potesse essere la storia di molti detentori di questo tipo di carte relativamente nuove per l'Italia; praticamente quasi tutto il bacino di utenza.

Bisogna ricordare che per la normativa italiana qualunque tasso di interesse praticato da chiunque, deve rientrare nei parametri stabiliti ogni sei mesi dalla Banca d'Italia.

Tassi superiori a quelli indicati dalla nostra banca centrale, costituiscono usura, e l'usura è un serio reato penale punito severamente dal nostro ordinamento.
L'indagine non si è ancora conclusa al momento in cui scriviamo, è stata spostata dalla Puglia a Roma.
Certo i meccanismi delle carte revolving sono più sicuri oggi, perché più controllati.

Le carte di credito di tipo revolving hanno una storia relativamente recente nel nostro paese, dove sono state introdotte circa un decennio fa, ma ad esempio negli Stati Uniti hanno una storia lunga quasi quanto le carte di credito stesse.

Infatti le prime carte di credito in USA, vennero introdotte per consentire ai consumatori di acquistare beni pagandoli a rate. Il principio essenziale delle carte revolving: rateizzare la spesa, a fronte del pagamento di interessi.
All'inizio, l'utilizzo di queste carte di credito era legato indissolubilmente al possesso di un conto corrente presso lo stesso istituto bancario che emetteva la carta.
Questo avveniva sia all'estero che in Italia. Con la successiva evoluzione di questi strumenti di pagamento, il conto corrente non è più un elemento vincolante: l'offerta di carte revolving è talmente ampia che è possibile ottenere carte effettuando i rimborsi tramite bollettino postale, senza bisogno di ricorrere ad un conto.
Quindi dalla fine del 1800, quando la prima carta a concetto revolving fu introdotta negli USA, agli anni 2000, quando le prime revolving furono introdotte in Italia, per finire ad oggi, ne è stata fatta di strada. Oggi le carte revolving sono in continuo aumento.

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