Come funziona la carta di credito revolving

La carta di credito revolving è una tipologia di carte relativamente nuova nel nostro paese, introdotta solo recentemente sulla scia del successo che questo tipo di carta di credito ha avuto in molte altre nazioni che da anni la utilizzano.

In Italia però l'esordio non è stato tra i più felici, non per via di questo strumento di pagamento in sé ma per l'utilizzo che alcune banche ne hanno fatto, facendo schizzare il tasso di interesse applicato alle stelle.
Fatte le debite premesse, avvertendo i nostri lettori di esaminare con particolare cautela ed attenzione le clausole contrattuali di questi prodotti finanziari (non tanto per via di possibili truffe, quanto per il fatto che il calcolo degli interessi di tipo revolving è comunque complesso, sottoscrivere un contratto sbagliato, può riservare davvero spiacevoli sorprese), fatte le debite premesse, dunque passiamo ad esaminare il funzionamento delle carte revolving.

Occorre pensare al meccanismo del revolving come ad un finanziamento più che ad una carta di credito.
Un finanziamento che ci mette a disposizione una cifra che noi possiamo utilizzare oppure anche tenere come riserva in caso di emergenza. Poichè se non utilizzeremo il denaro che ci viene concesso, non pagheremo sul nostro finanziamento nemmeno gli interessi.
La novità infatti, nonché la differenza basilare tra la carta revolving ed un finanziamento è che gli interessi decorrono dal momento in cui spendiamo la cifra o parte di essa, e non dal momento in cui la somma ci viene messa a disposizione.

La rateizzazione avviene in diverse maniere a seconda della nostra scelta, potremmo scegliere di rimborsare il minimo possibile, ma anche di pagare una rata più cospicua per estinguere il debito più in fretta. Le revolving sono estremamente flessibili in questo senso. Mentre un prestito personale ci vedrebbe debitori di una rata fissa mensile, senza alcun tipo di possibilità di cambiamento.
Anche nel caso in cui si rimborsi l'intera somma utilizzata il mese successivo, alla prima scadenza utile, nessun tasso di interesse viene applicato, così come avviene per le carte di credito classiche.
Se invece decidiamo di rimborsare la somma utilizzata a rate mensili, allora entrerà in azione il meccanismo revolving, come in una finanziamento pagheremo dunque rate mensili comprensive di capitale più interessi, a rimborso del nostro debito.

Altre due differenze sostanziali da sottolineare: le rate potranno essere sia fisse che variabili, potremmo decidere di pagare una rata minima oppure più alta per estinguere il debito più velocemente. Inoltre, mentre nel caso di un finanziamento classico, una volta estinto il debito, il contratto cessa di esistere, il sistema revolving implica che le somme mensili che via via restituiamo, ci vengano di nuovo messe a disposizione per l'utilizzo, rinnovando di fatto il plafond da cui possiamo attingere, in un meccanismo a rotazione: revolving appunto. Questo è uno dei vantaggi principali, infatti il finanziamento a nostra disposizione si rinnova automaticamente senza alcun bisogno dell'apertura di nuovi conti e pratiche burocratiche da sbrigare. Una volta espletate le pratiche per il rilascio della carta il nostro finanziamento sarà sempre disponibile, varierà in base alla restituzione che attuiamo delle cifre già spese, restando dunque a nostra disposizione fino alla chiusura per nostra volontà alla scadenza della carta.

Le carte revolving funzionano su circuiti Visa e Mastercard, sia in Italia che all'estero, per spese ai Pos così come per il prelievo di contante.

 

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