Informazioni di interesse su carta di credito

Poste sarà operatore virtuale nei cellulari - Accordo con Vodafone: venderà con marchio e tariffe proprie servizi di telefonia mobile

ROMA - Poste italiane si accorda con Vodafone ed entra nel mercato della telefonia cellulare come operatore mobile virtuale. La notizia era stata già anticipata dal «Sole 24 ore» in edicola. Oggi è arrivata la conferma che il partner di Poste italiane sarà il colosso britannico.
Lunedì l'accordo sarà all'esame del consiglio di amministrazione di Poste, oltre al bilancio 2006, con un utile atteso in forte crescita. L'amministratore delegato Massimo Sarmi prepara così l'azienda, al debutto come operatore mobile virtuale: venderà con marchio e tariffe proprie servizi telefonici attraverso la rete dei 14mila sportelli di Poste italiane.
23 marzo 2007 - corriere della sera
Il partner che le permetterà di diventare un operatore sarà Vodafone: sarà così possibile, attraverso la rete dei 14.000 sportelli Poste Italiane, acquistare una SIM Poste e sfruttare le loro tariffe e i loro servizi, basandosi sulla copertura decisamente ottima del gestore inglese.
É iniziata la guerra estesa: gli operatori virtuali potrebbero convincere grosse fette di utenti e mosse false che alcune compagnie stanno facendo in questo periodo (da leggere “Wind”) giocano a loro favore. La ricetta è semplice: basta legare la SIM a qualche servizio gratuito ed esclusivo dei conti postali e il gioco sarà fatto (ad esempio tariffa più conveniente, notifiche SMS gratis, ricariche maggiorate, ecc..).

16/10/2007
Con le dichiarazioni dell’AD del Gruppo Poste Italiane si è dato ufficialmente il via al conto alla rovescia per l’approdo della società al mondo della telefonia mobile come operatore virtuale. Ecco i dettagli delle offerte.
Dopo l’accordo siglato con Vodafone nell’Aprile di quest’anno ed il trionfalistico annuncio di un rivoluzionario sistema di pagamento tramite il cellulare, le Poste dovrebbero, oramai, essere pronte a dimostrare quanto valgono nell’arena delle TLC.
Se in quanto a comunicazioni, infatti, il gruppo raccoglie la storica eredità di un passato più o meno glorioso, nel campo della telefonia le capacità del management sono ancora tutte da dimostrare, eppure i primi passi sembrano muovere nella direzione giusta.
Come sottolineato dall’Amministratore Delegato, Massimo Sarmi, infatti, PT punterà molto su un’offerta di servizi integrati, cercando di sfruttare al meglio quel vantaggio comparativo che porterebbe a gestire tutti i processi all’interno dell’azienda
In particolare pensiamo ai servizi di acquisto, pagamento e consegna tramite web o cellulare e, naturalmente, alla messa a disposizione degli utenti del PTPhone dell’intera gamma di servizi postali, a partire dal tradizionale telegramma fino all’invio delle cartoline scattate dall'utente con la propria fotocamera mobile e spedite ad un centro servizi via MMS, quindi recapitate informato cartaceo al prescelto destinatario.
Un mix, dunque, quello delle Poste di tradizione ed innovazione, che potrebbe davvero assicurare all’operatore virtuale quella marcia in più necessaria per sopravvivere e competere nel mercato mobile.
I primi servizi, ancora gestiti in partnership con altri player maggiormente consolidati del comparto, dovrebbero partire, secondo le dichiarazioni ufficiali, entro novembre 2007, meno di un mese, dunque, all’avvento del PTPhone e di qualcosa che gli assomigli moltissimo.
L’obiettivo candidamente svelato d Sarmi è quello di raggiungere 2 milioni di utenti entro il 2011, per far ciò le Poste dovranno però scrollarsi di dosso l’immagine di inefficienza che molti connazionali, a torto od a ragione le attrribuiscono per partito preso, la strada è lunga, quindi, e sta appena per incominciare.

'Bollette e mutui al supermarket' Nuove norme per i servizi di pagamento nella Ue. L'Ecofin ha dato il via libera al testo finale della direttiva concordata con l'Europarlamento che liberalizza i pagamenti trasfrontalieri ed entrerà in vigore dal novembre 2009. Tra due anni sarà possibile pagare le bollette direttamente al supermercato o con il cellulare. Scopo della direttiva è quello di creare un'area unica di pagamento in cui valgano le stesse regole e le stesse modalità in tutta l'Unione europea. Una delle novità principali è l'ingresso nel mercato dei pagamenti di nuove istituzioni finanziarie. Per fare un'operazione come pagare una bolletta (gas, luce, acqua o telefono) o l'affitto, non si dovrà più fare per forza riferimento ad una banca o all'ufficio postale, ma sarà possibile rivolgersi, come già avviene in Gran Bretagna, ad altri soggetti, come i supermercati. I nuovi operatori dovranno rispettare regole ben precise e potranno operare solo se dimostreranno di essere in grado di rispettare una serie di criteri di affidabilità e di efficienza. I pagamenti, inoltre, potranno essere effettuati anche con il cellulare. La direttiva fa sparire le frontiere per i pagamenti all'interno dell'Ue, con regole e modalità di lavoro uguali per tutti: bollette e contravvenzioni potranno essere pagate anche dall'estero, così come sarà possibile usare in tutta Europa la propria carta di credito o il bancomat grazie all'introduzione obbligatoria di chip e codice personale al posto della banda magnetica. I pagamenti transfrontalieri, poi, dovrebbero essere soggetti a un tempo di esecuzione massimo di un giorno. Insomma, una liberalizzazione che partirà dal novembre 2009 con l'obiettivo di abbassare i costi dei pagamenti bancari che, per via della mancanza di uno spazio unico europeo, bruciano ogni anno il 2-3% del Pil europeo. Approvata anche la controversa direttiva per rendere più chiare e trasparenti le regole su scalate o fusioni bancarie tra un Paese e l'altro

Sony svela la smart card biodegradabile
Il colosso giapponese ha sviluppato una smart card composta da un tipo di plastica interamente biodegradabile. Queste card potrebbero essere utilizzate come sostituto delle tessere con chip usa e getta
Tokyo (Giappone) - Dopo i CD ai cereali di Sanyo è l'ora delle smart card biodegradabili di Sony, nuova risposta alle problematiche relative allo smaltimento dei supporti di memorizzazione in plastica.

Al posto delle plastiche derivate dal petrolio, che non si decompongono, la smart card di Sony è fabbricata interamente con plastica di natura vegetale: una caratteristica che la rende completamente biodegradabile e, soprattutto, facilmente smaltibile e riciclabile.

Il materiale organico con cui è fatta la smart card è stato sviluppato da Sony in collaborazione con Mitsubishi Plastics ed è costituito da acido polilattico mescolato ad altri additivi. Tali sostanze potrebbero essere utilizzate, in particolare, per fabbricare tessere "intelligenti" usa e getta come quelle del telefono, della metropolitana, ecc.

La smart card biodegradabile di Sony utilizza una tecnologia di trasmissione dati "senza contatto": anche se l'azienda non l'ha specificato, tale tecnologia dovrebbe essere la Near Field Communication, sviluppata dalla stessa Sony in collaborazione con Philips.

Sebbene il colosso giapponese affermi che le sue card ecologiche abbiano mostrato funzionalità e resistenza simili a quelle tradizionali, il loro debutto commerciale è al momento ostacolato dagli elevati costi di produzione. Un problema che Sony conta tuttavia di risolvere entro la fine del prossimo anno.

La carta di credito del futuro

L’idea è nata dopo che il creatore si era giustamente domandato come mai non si fosse ancora creato un sistema più avanzato per sapere quanto credito si ha ancora, che limite si è raggiunto e altre informazioni sul proprio conto. Magari direttamente sulla carta di credito. E così ha creato questo concept che si ispira ai cellulari touchscreen senza tastiera che incorpora un sensore biometrico per le impronte digitali (e quindi per la sicurezza) e un vasto numero di info che si possono ricevere senza fili e quindi senza bisogno di memoria interna, direttaemente sullo schermo della carta. Questa RFID card ti crea anche una previsione in pochi instanti su come potrebbe cambiare un fondo bancario se si effettuano gli acquisti che si hanno in mente. Insomma è pure un amico-confidente! Inoltre può anche fungere da patente, passaporto e carta di identità.

Se le nostre attuali carte di credito possono sembrare un po’ inefficenti nella consultazione dei contenuti e soprattutto molto sottoposte al rischio di essere rubate o smarrite e utilizzate da terzi, con queste futuribili carte di credito potremo tirare un sospiro di sollievo.
Innanzi tutto non possono essere utilizzate da nessuno se non dal proprietario grazie ad un sofisticato sistema di riconoscimento digitale. Oltretutto vengono segnalate nel dettaglio le percentuali dei beni acquistati, ad esempio segnala quanto è stato speso in cibo, vestiario ecc.
Il tutto funziona ovviamente wireless e senza batteria per assicurare la massima trasportabilità del piccolo hardware da parte dell’utente che, in questo modo non sarà vincolato da tempi di ricarica o cose del genere.

Sta cambiando il mondo delle carte di credito: a breve le società emittenti di carte e le industrie di videogame permetteranno una ricompensa “virtuale” ai clienti che spenderanno del denaro nel mondo “reale” usando delle speciali carte di credito marchiate.
La notizia recente è l’emissione della nuova “World of Warcraft VISA Credit card”, che potrà essere sottoscritta gratuitamente dai milioni di videogiocatori del gioco di ruolo online “World of Warcraft”: la carta, disponibile al momento soltanto negli Stati Uniti ed in tredici design diversi (uno l’ho incluso per illustrare questo post), permette di accumulare 1 minuto di gioco gratuito ogni dollaro speso, offre un mese gratis dopo il primo acquisto effettuato ed offre vari servizi e benefici aggiuntivi per gli appassionati del mondo WoW.

Dopo i rumours su un MMORPG tratto dall’universo di Starcraft, ecco una chicca per tutti i giocatori di World of Warcraft: una carta di credito VISA personalizzata, da scegliere tra tredici diverse grafiche in tema col notissimo gioco di ruolo online.

Su ogni carta sarà infatti stampato uno dei dieci personaggi che rappresentano le dieci razze giocabili, oltre al logo del MMORPG.
La carta di credito è stata espressamente ideata per i gamer più affezionati.
Permetterà infatti di accumulare punti che saranno convertiti in ore di gioco: l’1% di ogni dollaro contribuirà a questa conversione, mentre le altre condizioni di utilizzo sono sostanzialmente identiche a quelle di ogni altra carta di credito VISA.
L’accordo tra la First National Bank di Omaha con Blizzard Entertainment prevede che 1500 punti vengano convertiti in un mese di abbonamento gratuito a World of Warcraft.
Per incentivare l’uso della carta, al primo acquisto, e solo a questo, verrà subito assegnato al proprietario un ulteriore mese di abbonamento gratuito.

Una carta di credito può salvare l'ambiente?

Una carta di credito intelligente potrebbe permettere da qui a breve di monitorare e correggere – si spera - l’atteggiamento dell’uomo verso la natura, aiutandolo a scegliere prodotti e comportamenti a basso impatto ambientale.
Il progetto Emissary Card – concepito dalla società britannica Design Stream e da Sven Vogel – combina il concetto di smart card con una tecnologia di screening flessibile e un card chip di prossima generazione.
La card sembra una normale carta di credito e funziona allo stesso modo, ma le sue implicazioni sono molto più vaste: invece che monitorare le finanze, traccia infatti il livello di inquinamento prodotto dal proprietario
Ad ogni persona viene assegnata una certa quantità di energia da usare ogni mese.
Una sorta di credito ambientale suddiviso in unità quantificabili chiamate ‘carbon credits’ che vengono ‘spese’ in base all’impatto ambientale delle proprie abitudini.
Se, per esempio, una persona utilizza quotidianamente l’automobile o prende l’aereo molto spesso, il suo credito si esaurisce molto più velocemente rispetto a un’altra che utilizza la bicicletta o va in vacanza scegliendo di partire in treno.
Al momento del pagamento sulla carta compare un messaggio per ricordare al proprietario l’effetto dei suoi acquisti sull’ambiente.
“Le persone che hanno un alto impatto sull’ambiente consumano prima il loro ‘credito’ e pagano delle penalità per ogni ulteriore impatto, pagando un prezzo più alto per i prodotti e i servizi che hanno conseguenze negative sull’ambiente”, ha spiegato Chaz Mandra di Design Stream.
“Immaginate un Paese dove la valuta sia il carbone”, ha spiegato il ministro dell’Ambiente britannico David Miliband “quando compriamo elettricità, gas e carburante usiamo i ‘punti carbone’ oltre alle monete. Per aiutare a ridurre le emissioni dannose per l’ambiente, il governo potrebbe fissare dei limiti sulla quantità di punti spendibile”.
Ogni persona riceverebbe lo stesso numero di punti e per i più coscienziosi – quelli che riescono anche a risparmiarne – ci sarebbe anche l’opportunità di rivenderli alla banca, così come le grandi industrie, in base alla Direttiva 2003/87/CE possono acquistare diritti di emissione di anidride carbonica da chi invece riduce i fumi in caso di superamento del tetto massimo.
Secondo Miliband, la Emissary card potrebbe essere una buona alternativa alla tassa sulle emissioni di gas serra.
L’accoglienza della proposta sul blog di Miliband è stata abbastanza contrastata: se per alcuni si tratta di una buona idea, altri mettono in discussione la sua reale efficacia e il fatto che una simile iniziativa porrebbe la questione dell’energia interamente sulle spalle dei consumatori.
“Sono d’accordo – dice un visitatore de blog – su un sistema che dia incentivi a chi prende le giuste decisioni in fatto di salvaguardia dell’ambiente, ma questo sistema sposta il peso delle responsabilità sui consumatori, ignorando di fatto le industrie”.
Ben venga, dunque, la carta di credito eco-solidale per sensibilizzare le persone a consumi più rispettosi verso l’ambiente, ma il problema del continuo surriscaldamento del pianeta va affrontato soprattutto a monte, con l’intervento deciso dei governi e delle grandi industrie per promuovere – o anche imporre - un atteggiamento globalmente più sensibile verso un tema da cui dipende il futuro di tutti.

La spiaggia del futuro…non tanto lontano

Carte di credito e braccialetti elettronici; accesso wireless a Internet, e-mail spedite dai secchioni della spazzatura: è la spiaggia del futuro. Neanche troppo lontano, visto che il prossimo anno sarà accessibile a Ocean City, negli Stati Uniti. Lo si legge sul sito internet della Cnn. I turisti che arriveranno in questa cittadina dello stato del New Jersey indosseranno braccialetti che automaticamente addebiteranno sulle loro carte di credito il pedaggio per l’accesso alla spiaggia, il parcheggio, gelati, bibite e tutto ciò che sarà acquistato per rendere più piacevole la permanenza in riva al mare.
“Questo è il futuro”, ha detto Karen Kinloch, residente estiva di Ocean City, entusiasta della novità. Positivo anche il giudizio di Will McKinley, uno degli operatori che hanno il compito di controllare il badge dei bagnanti, che attesta il pagamento del pedaggio. “Il mio lavoro sarà più facile e non dovrò disturbare i turisti mentre prendono il sole”, ha detto. Perché basterà “scannerizzare” la sabbia per scoprire gli eventuali evasori. Ma il lavoro rischia di perderlo, visto che la nuova tecnologia dovrebbe permettere di dimezzare il numero degli operatori sulle spiagge: lo scorso anno, la spesa per pagare 170 lavoratori ha superato i 282.000 dollari. Non sarà però aumentato il prezzo per accedere alla spiaggia: 5 dollari per un giorno, 10 per una settimana, 20 per l’intera estate.
Il progetto per una spiaggia hi-tech, che permetterà l’accesso wireless a internet, costerà 3 milioni di euro. C’è anche una novità che renderà felici i genitori più apprensivi. I loro braccialetti potranno essere “legati” a quelli dei figli: se la prole oltrepasserà il varco elettronico all’uscita della spiaggia senza i genitori, un messaggio sarà subito inviato al loro telefonino.
Anche i secchioni della spazzatura saranno ipertecnologici: sensori solari posizionati al loro interno rileveranno la quantità di rifiuti contenuta. E prima che siano colmi, un’e-mail generata automaticamente raggiungerà gli uffici per la raccolta dei rifiuti, che manderanno un operatore a svuotare i contenitori.

eBay, niente più Postepay - giovedì 12 gennaio 2006
Roma - Il mezzo che secondo molti è il più utilizzato dagli utenti italiani per effettuare i pagamenti sul maggiore sito di aste, eBay.it, è ora "fuorilegge": come già preannunciato, la nuova policy che regola le attività commerciali che si svolgono sul celebre sito ha messo al bando l'uso di Postepay.

La carta Postepay è una card ricaricabile che consente a chi vende di far eseguire il pagamento del prodotto acquistato su eBay attraverso una semplice operazione postale. Questa operazione, però, non è formalmente legata all'acquisto, ed effettuare la ricarica della Postepay di qualcuno, in sé non rappresenta alcun genere di "ricevuta formale" dell'acquisto stesso. Inoltre, segnala eBay, "chi invia denaro tramite ricarica di una carta prepagata di una persona sconosciuta non può avere la certezza dell'effettiva identità del beneficiario della ricarica, quindi è facilmente esposto alla possibilità di perdere il proprio denaro. Infatti le carte prepagate vengono in alcuni casi emesse con controlli sull'identità del titolare lacunosi e superficiali".

Com'è ovvio in un servizio usato da decine di migliaia di persone, nel tempo si sarebbero verificati alcuni abusi, per esempio di persone che avendo ricevuto il pagamento tramite Postepay non hanno poi onorato l'accordo e spedito la merce. Situazioni che eBay ha da tempo stigmatizzato: ora chi provi ad acquistare un oggetto offerto con Postepay si trova dinanzi ad una schermata che riporta il divieto all'uso di questo strumento.
Sebbene ora in molti, basta dare un'occhiata in rete e sugli stessi forum di eBay, accusino l'azienda di aver tolto di mezzo in modo autoritario uno strumento che concorre con PayPal, il sistema di pagamento online gestito dalla stessa eBay e tra quelli consigliati ufficialmente per gli acquisti, la società delle aste insiste sulle esigenze di sicurezza.

"Sicurezza e praticità - si legge infatti nelle motivazioni che sorreggono la nuova policy - sono alla base delle regole eBay relative ai pagamenti. Queste regole sono state create per promuovere transazioni online sicure e per incoraggiare l'uso di metodi di pagamento online sicuri, di facile utilizzo e affidabili, nonché per offrire livelli di protezione elevati per gli utenti". 

Oltre a Paypal, eBay promuove l'uso di carte di credito, bonifici, assegni o vaglia postali nonché contrassegno.

Ebay Italia ha pubblicato il nuovo regolamento relativo ai metodi di pagamento consentiti e, come già indicato da alcuni rumor che circolano da qualche tempo, le carte ricaricabili PostePay compaiono ora tra le modalità di pagamento non accettate.

La decisione è stata presa, secondo quanto dichiarato da eBay stessa, per motivi di sicurezza. In particolare il noto sito di aste on-line ritiene che effettuare un pagamento ricaricando la carta dell'offerente con la somma di denaro pattuita non è rapportabile a nessun altro tipo di forma di pagamento tradizionale. Il regolamento ora cita: "chi invia denaro tramite ricarica di una carta prepagata di una persona sconosciuta non può avere la certezza dell'effettiva identità del beneficiario della ricarica, quindi è facilmente esposto alla possibilità di perdere il proprio denaro. Infatti le carte prepagate vengono in alcuni casi emesse con controlli sull'identità del titolare lacunosi e superficiali".

Nonostante le posizioni di eBay risultino, a nostro avviso, condivisibili, la notizia ha creato scontento tra gli utenti italiani in quanto PostePay è largamente usata dai nostri connazionali che partecipano alle aste organizzate su eBay. E la voce degli utenti non ha tardato a farsi sentire: sul forum di eBay numerosi utenti hanno esposto la propria contrarietà a questa decisione in alcuni casi accusando addirittura la società di voler "far fuori" un mezzo di pagamento considerato concorrente di PayPal, quest'ultimo gestito da eBay stessa. Ad onor del vero va comunque segnalato che alcuni utenti (pochi invero) hanno espresso parere favorevole a questa scelta, probabilmente per via di alcune truffe accadute in precedenza.

Precisiamo che eBay ha messo al bando tutti i tipi di carte di credito ricaricabili, non solo PostePay.

Nei giorni scorsi, inoltre, eBay ha pubblicato un comunicato secondo il quale anche i fornitori di questi strumenti di pagamento supportano la posizione della compagnia: "Gli stessi fornitori di servizi finanziari come VISA, Western Union e Poste Italiane supportano le nostre posizioni in tema di sicurezza nei metodi di pagamento, mettendo in guardia gli utenti dall’usare impropriamente funzionalità nate per altri scopi, come le carte prepagate, che sono un ottimo strumento per effettuare acquisti presso negozi, su Internet e altrove e mettono a disposizione del pubblico le funzionalità di una carta di credito tradizionale, ma non sono uno strumento d’incasso."

 

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