Skimming, come proteggersi

Proteggersi dallo skimming o evitare ulteriori danni al proprio conto corrente è possibile prendere immediati provvedimenti al riguardo. Qualora l’utente, dopo aver effettuato un’operazione bancomat avesse il sospetto che la sua carta sia stata utilizzata illegittimamente, deve recarsi nella propria banca oppure contattare nell’immediato i numeri verdi del circuito bancomat o circuito carta. Nel caso in cui la carta fosse abilitata anche alle funzioni pago bancomat o bancomat è indispensabile chiamare i numeri verdi correlati.
È molto importante denunciare la truffa a Carabinieri o Polizia e richiedere il blocco della propria carta anche tramite lettera raccomandata, allegando la copia della denuncia alle autorità ed indicando la data della telefonata effettuata al numero verde insieme al nome dell’operatore contattato. Se queste operazioni non venissero effettuate gi addebiti impropri ed i prelevamenti continuerebbero ad agire nel conto corrente dell’utente attraverso le operazioni effettuate dalla carta di credito falsa. Talvolta, alcuni istituti di credito addebitano al titolare che effettua il blocco della propria carta e del conto corrente, una franchigia di 150 euro: in molti casi non viene fatta pagare.
Invece, nel caso in cui ci si accorga di essere stati vittima di una truffa in un momento tardivo, ovvero quando all’arrivo dell’estratto conto, siano presenti utilizzazioni illecite o non autorizzate, è necessario inviare entro 60 giorni dalla data di ricevimento dello stesso, un reclamo scritto allegando la denuncia della Polizia.

Quest’operazione di denuncia deve essere effettuata in quanto, come previsto dal Testo Unico in materia bancaria e creditizia, D.Lgs. n. 385/93, come modificato dal D.Lg.s 342/99 che recepiva la Racc. n. 489/97 CE, in mancanza di opposizione scritta da parte del cliente, gli estratti conto e le altre comunicazioni periodiche alla clientela si intendono approvati dopo che siano trascorsi sessanta giorni dal ricevimento. Inoltre, nel momento in cui il titolare sia escluso da qualsiasi responsabilità per l’uso fraudolento della carta, gli importi relativi vengono generalmente riaccreditati dalla società emittente.

È importante sapere che lo skimming è un’attività idonea ad integrare gli estremi della figura di reato prevista dal D.L. 143/91 , conv. Legge 197/91, recante “Provvedimenti urgenti per limitare l'uso del contante e dei titoli al portatore nelle transazioni e prevenire l'utilizzazione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio”.
L’art 12, della detta legge, rubricata “Carte di credito, di pagamento e documenti che abilitano al prelievo di denaro contante”, dispone infatti: “Chiunque, al fine di trarne profitto per sé o per altri, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all'acquisto di beni o alla prestazione di servizi, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire seicentomila a lire tre milioni. Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trame profitto per sé o per altri, falsifica o altera carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all'acquisto di beni o alla prestazione di servizi, ovvero possiede, cede o acquisisce tali carte o documenti di provenienza illecita o comunque falsificati o alterati, nonché ordini di pagamento prodotti con essi”.

Pertanto un’ulteriore difesa per la vittima dell’illecito potrà essere quella di perseguire il truffatore in sede penale tramite sporgendo, come detto, querela e costituendosi parte civile nel giudizio.

Nel caso in cui il pagamento sia effettuato in attività commerciale, le operazioni di transazione devono essere eseguiti davanti al titolare della carta, nonché l’utente, per controllare che la banda magnetica sia strisciata solo nel POS.

Altri sistemi truffaldini in un esercizio commerciale sospetto, possono essere ad esempio, una telecamera di dimensioni minuscole celata in un innocente portaoggetti posto vicino al bancomat, puntata proprio sulla tastiera, i truffatori si impossessano dei pin che gli ignari utilizzatori di quel bancomat digitano per ottenere contanti. Ci si difende facendo bene attenzione quando si preleva denaro da un bancomat che non sia in alcun modo manomesso e cercando di nascondere il più possibile la tastiera mentre si digita il codice PIN.

 

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